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LA MADONNA DELLA SALUTE

28 novembre 2015   |   Pubblicato in NOTIZIE ALLA COMUNITA'

22/11/2015

LA MADONNA DELLA SALUTE

La salvezza di Dio riguarda tutto l’uomo, corpo, anima e spiri­to, sia mentre vive qui in terra e più ancora quando sarà glorifica­to in paradiso, in forza della potenza ottenutaci da Gesù Cristo. Allora la condizione dell’uomo sarà completamente rinnovata: non più tristezza ma gioia infinita, non più infermità ma salute, non più morte ma vita. I beni eterni non si possono godere nell’attuale vita: noi esperimentiamo il dolore, la paura, la morte; la nostra salvezza è Cristo Signore, medico delle anime e dei cor­pi. Durante la sua vita terrena, infatti, Gesù passava beneficando tutti, donando la salute del corpo a molti, ma più ancora guarendo lo spirito di quanti erano afflitti ed immersi nell’oscurità del pec­cato. La guarigione interiore interessava e interessa di più a Dio perché, mirando egli alla nostra felicità, questo era ed è il solo modo per raggiungerla. Oggi nei santuari mariani, Lourdes e Fati­ma e altri, la gente accorre per ottenere guarigioni fisiche, ma spesso ottiene solo la guarigione spirituale: sono molti quelli che ritornano a casa con la serenità nel cuore, nonostante la mancata guarigione fisica.

Tra i titoli che onorano la Vergine Maria c’è anche questo: Sa­lute degli infermi, ne sono testimonianza i molti i santuari sparsi nei nostro territorio come riconoscenza dei fedeli per guarigioni ottenute, ma non dobbiamo dimenticare la “tenerezza” di Dio fre­quentemente esperimentata quale segno della “salute spirituale” concessa.

Il Salmo 102 testimonia l’immensa pietà e benevolenza di Dio: es­so è per eccellenza il canto dell’amore di Dio. Parole e immagini si accavallano per descrivere la ricchezza e l’immensità del suo amo­re, amore profondo quanto la tenerezza di un “Padre”, che è sor­gente di perdono, di guarigione e di rinnovamento. Nonostante l’esperienza dei molti peccati i fedeli possono fare affidamento sulla misericordia del Signore. L’amore del Dio infinito, il cui no­me è Santo e il cui trono è nei cieli, si riversa continuamente sulle sue creature. Egli è quel «Papà» di cui parlerà Gesù, e del quale Paolo descriverà la bontà insospettata. Si capisce perché il nostro salmista invochi il cielo stesso e tutte le creature a celebrarne le lo­di.

Questo Salmo è un vero gioiello di preghiera cristiana. Anche se Dio, nella descrizione del Salmo, non è conosciuto come più tardi lo rivelerà Gesù, Dio-Amore, tuttavia è una delle più belle testimo­nianze che l’Antico Testamento abbia reso all’amore di Dio. E’ un vero inno di pura contemplazione di ciò che Dio è. Quando contempliamo il nostro Dio, non possiamo dimenticare ciò che egli è per noi: l’unica felicità, l’unico bene. Dio è bontà, benevolenza, misericordia, perdono. Per questo il Salmo, nell’enumerare le ope­re del tempo passato, adopera il presente: lui perdona, lui guarisce, lui salva dalla morte, lui sazia di beni, ecc. E il presente lo usa an­che quando accenna a Mosè e a Israele: lui opera, fa note le sue vie, non è in lite; non dice: «ha operato, ha reso note»; è un qualcosa che Dio fa sempre, anche oggi, non una volta sola nel passato.

Nel Salmo c’è un invito rivolto ad altri e a se stesso (la propria anima) a lodare Dio. Già conoscete il significato del termine anima, esso vuol dire «tutto il mio essere». Il Nome suo santo è «il nome della sua santità». Si ricordi che il nome indica l’essenza di una persona. Ecco enunciato il tema del Salmo: benedire, glorificare Dio per quello che egli è, da cui derivano i suoi benefici. Ringra­ziarlo perché? Egli perdona tutte le nostre colpe. Le colpe sono l’origine di tutti i mali, fisici e morali; ci salva dalla morte (dalla fossa), cioè ci mantiene in vita terrena, non ancora quella eterna che era inconcepibile per il salmista a quel tempo (la vita eterna l’annuncia e la promette Gesù); e infine, ritornati in grazia attra­verso il perdono, ecco l’abbondanza del dono di Dio: ti circonda, t’incorona di bontà e di misericordia, cioè ti dà il massimo di tutti i beni. Celebre e bello il versetto 5: Sazia di beni la tua vecchiaia e la tua giovinezza, nonostante il passare degli anni, si rinnova.

Impagabili i tre come dei versetti 11,12,13 che concludono la pri­ma parte e che spiegano il motivo di questo agire divino: poiché Egli sa di che siamo plasmati; la sproporzione è incolmabile tra la sua bontà e le nostre colpe. La prima e ultima ragione di tutto ciò è la sua paternità. Coloro che lo temono sono quelli che lo ricono­scono come loro Dio, e che quindi dovrebbero comportarsi in con­seguenza, ma che, pur dichiarandosi suoi, continuamente lo tradi­scono. E Dio dimentica, cancella le nostre colpe, ci risana.

Il Salmista spiega questo strano agire di Dio con Israele (e con noi) che sembra inconciliabile con la sua onnipotenza, con la sua trascendenza {l’amore del Signore è da sempre, per sempre su quelli che lo temono …e osservano i suoi comandamenti), eviden­ziando il contrasto con la natura effimera dell’uomo (l’uomo: co­me l’erba sono i suoi giorni… come un fiore del campo… se il vento lo investe, non c ‘è più).

Bellissimo il fatto che il pio scrittore dell’Antico Testamento abbia intuito, fin da allora, l’intima natura di Dio. Non c’è ancora qui, la definizione di san Giovanni: «Dio è amore» (1 Giov. 4,16), ma il contenuto di quel termine è chiarissimo.

Considerando questa immensa benevolenza di Dio verso l’umanità, il salmista dice che null’altro resta da fare all’infuori che benedirlo, rin­graziarlo per quello che Lui è. A «benedire», sono invitati tutti quelli che sono sotto il suo dominio, cioè tutte le creature. Si comincia dagli angeli: è lui che ha dotato i suoi angeli di forza divina, in vista dell’esecuzione dei suoi progetti. Le schiere sono certamente gli astri (saba’òt), essi pure ministri di Dio. Infine, c’è l’invito a benedire Dio da parte di tutte le sue opere, dovunque si trovino.

Volesse davvero Dio che noi, durante questa vita terrestre, facessimo la stessa esperienza del poeta del Salmo 102, sì da poterlo anche noi cantare con tutto il nostro essere, con lo stesso convincimento, con la medesima gioia cha ha avuto l’antico salmista. Solo Dio può donarci la SALUTE, quella spirituale prima, ma anche quella corporea, se questa è per il nostro bene spirituale.

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